Marco Lazzari è esperto di podcasting e insegna all’Università di Bergamo.

Riporto una sintesi della definizione di Podcasting che egli ha fornito nel 2006 su Pluriversiradio | http://www.pluriversiradio.it. Pluriversiradio è la web radio dell’Università di Bergamo.
Per chi fosse interessato può ascoltare l’intervista intera che dura circa 17 minuti: Intervista a Marco Nazzari sulla definizione di Podcast

Il podcasting interessa principalmente file audio/video e aggregatori o feeder.

Il podcasting è soprattutto audio. Con il passaggio dall’analogico al digitale il file audio può essere letto da un computer e grazie a Internet trasmesso ad una rete indefinita di persone.

Primo cardine è la disponibilità a basso presso per la registrazione, la riproduzione e la diffusione di file audio e video. L’utente ha bisogno di un browser, un programma di riproduzione file audio (soprattutto mp3) oppure un semplice lettore mp3 portatile. Per quanto riguarda la diffusione di un file audio nella rete basta parlare a un microfono mp3, trasferire il file nel computer e realizzare un link al file nel proprio sito. Questa è una modalità di distribuzione di file audio sul web, ma non è la definizione di podcasting. L’università di Bergamo per esempio mette online dei file che sono utili per l’apprendimento delle lingue straniere. Ma non basta mettere l’mp3 in rete per fare il podcasting. Quello che manca è l’altro cardine: il sistema di distribuzione automatico gestito dai programmi aggregatori. Noi siamo abituati a pensare che il computer sia un esecutore istantaneo di compiti che noi gli assegnamo. Ma ci sono delle operazioni che esso compie automaticamente e che riguardano la sua routine, procedure che noi gli chiediamo di fare più o meno consapevolmente. Il computer svolge queste operazioni in differita, per esempio i backup che il computer fa di notte senza la presenza dell’operatore. Oppure quando il computer scarica gli aggiornamenti dell’antivirus: noi siamo spesso inconsapevoli; così anche la verifica automatica del funzionamento dell’antivirus. In questi casi il computer sa più dell’utente quando e come agire, conosce lui il momento e la modalità migliori. Così funzionano i così detti aggregatori. Il podcasting è nato quando qualcuno ha pensato di utilizzare questo sistema per scaricare file audio.

Quindi come funziona il podcasting? Immaginiamo di avere installato nel nostro computer un aggregatore, per esempio iTunes. Immaginiamo di essere interessati al servizio di podcasting di un certo emittente. Ogni emittente di podcasting mette a disposizione un Url, che corrisponde a un particolare documento che viene chiamato Feed. Il Feed contiene l’elenco aggiornato di tutte le registrazioni di quel emittente con informazioni descrittive come il titolo, l’autore e l’indirizzo preciso del file audio che corrisponde a ciascuna di queste registrazioni. La fruizione del podcasting è differita e automatica: una volta attivato il nuovo podcast nel nostro aggregatore sarà lui a selezionare i file audio che riguardano l’argomento che ci interessa [ndr, poco chiaro]. In parole povere, il podcasting è una delle tante reinvenzioni dell’acqua calda: file audio e aggregatori esistevano già, è bastato metterli insieme! Da parte dell’autore del podcast bisogna fare due cose: 1. realizzare il file audio e 2. aggiornare il feed con le informazioni relative al file audio che è stato aggiunto all’archivio. L’ascoltatore deve effettuare l’iscrizione copiando l’Url del Feed nel suo aggregatore e poi indicare all’aggregatore quale politica di connessione e quale politica di scaricamento si vuole adottare [ndr, da approfondire].

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5 Risposte a “Cos’é il podcast? by Marco Lazzari”

  1. Hamlet Dice:

    ciao Diego, io il podcast lo definirei come un semplice “file audio” che può essere scaricato sul pc o ascoltato in streaming. Parlare di microfono, registrazione, ecc rischia di essere fuorviante: esistono anche i podcast delle trasmissioni “ufficiali” (come i podcast di radiorai) e quelli sono semplici registrazioni di ciò che è andato in onda via etere.
    Ti faccio una domanda: si può costruire un modello di business sul podcast ?
    Perchè se si può, il podcast avrà un futuro importante; altrimenti rimarrà sempre materia per pochi che hanno questo hobby (tutto IMHO).
    ciao

  2. Hamlet Dice:

    ecco una notiziola pubblicata a mezzanotte da PI (e ripresa dall’ansa)
    http://punto-informatico.it/2431124/PI/News/regno-unito-atenei-formato-podcast.aspx


  3. Due brevi spiegazioni per le due frasi che hai (giustamente) segnalato come oscure (anche se mi pare che altrove nella registrazione siano chiarite):

    > una volta attivato il nuovo podcast nel nostro aggregatore sarà lui a selezionare i file audio che riguardano l’argomento che ci interessa [ndr, poco chiaro]

    Nell’aggregatore avro’ abbonamenti a enne servizi di podcasting, ossia agli argomenti che mi interessano; quando faccio partire il programma aggregatore, e’ “lui” che va in giro per la rete a cercare le registrazioni di questi servizi.

    > L’ascoltatore deve effettuare l’iscrizione copiando l’Url del Feed nel suo aggregatore e poi indicare all’aggregatore quale politica di connessione e quale politica di scaricamento si vuole adottare [ndr, da approfondire].

    Imposto le preferenze del mio programma aggregatore per dirgli di collegarsi una volta al giorno o una volta ogni sei ore o una volta ogni X; e per dirgli se, quando si collega, deve scaricare tutte le registrazioni che ancora non ho, oppure solo la piu’ recente, oppure solo l’elenco delle registrazioni.

    Un’ultima nota: Pluriversiradio NON e’ la web radio dell’Universita’ di Bergamo, e’ un servizio di podcasting per la didattica; l’Universita’ di Bergamo ha una sua radio all’indirizzo http://rbg.unibg.it.
    Rbg trasmette in streaming e poi podcasta parte delle proprie trasmissioni usando il software Podcast Generator creato da noi per sviluppare Pluriversiradio e ormai in uso da parte di almeno un migliaio di servizi di podcasting in giro per il mondo.

    Marco Lazzari; http://www.pluriversiradio.it

  4. diegodeidda Dice:

    Grazie Marco!! Sei stato gentilissimo!!
    Ti contatterò al più presto per avere qualche informazione/parere/suggerimento riguardo al mio lavoro di tesi!!
    PS: Ricordo a tutti i “radioappassionati” di compilare i questionari disponibili nel menu!!Ciao

  5. Teresa Dice:

    Secondo me non serve perche’ ho delle persone che non sono riuscito a farlo funzionare velocemente. Poi, ho cercato di rintraciare l’autore e mi sono trovato delle persone per nulla disponibile. Non consiglio questo software.


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