Waver e il Learning 2.0

novembre 11, 2008

Riporto di seguito la mail di avvenuta selezione dei progetti multimediali Learning 2.0 raccolti dalla commissione europea per la diffusione delle tecnologie 2.0 (Institute for Prospective Technological Studies – IPTS).

Insieme ad altri cinque colleghi del corso di laurea specialsitica, ho realizzato un prototipo (non interattivo) di una piattaforma che permette l’incontro e la comunicazione tra musicisti e talent scout. Il nome del progetto è Waver e può essere definito anche come un fan based network in quanto il parametro della popolarità – il seguito e la partecipazione dei fan – determina la visibilità del musicista o del progetto musicale all’interno del network. Ecco il video di presentazione di Waver:

 

Dear Learning 2.0 case submitter,

thank you very much for contributing to our Learning 2.0 Database. You might be interested in knowing that, by know, more than 200 cases have been submitted to the database. A recent overview of the database content can be downloaded from our project page: http://is.jrc.ec.europa.eu/pages/Learning-2.0.html .

This website also contains many more interesting documents on our Learning 2.0 project, in particular the documents and presentations for our Learning 2.0 validation workshop, which took place on 29-30 October at IPTS in Seville. The workshop sparked an exciting debate on the future of learning that is currently spreading to a greater audience via different social computing platforms. To support our common research efforts, participants also set up a delicious tag, which you might want to consider using: http://delicious.com/tag/iptsl20 .

As a reaction to the interest in the topic, IPTS has opened up a central discussion forum on the eLearning portal, an inititative by the European Commission Directorate-General for Education and Culture that aims to promote the use of ICT for lifelong learning: http://www.elearningeuropa.info/community/index.php?page=forumtopic&f=2&t=71 . We would like to invite and encourage you to participate in this discussion with your ideas, comments and insights.

We are very much interested in keeping the discussion on Learning 2.0 alive, linking it to our future and ongoing projects. We are therefore grateful for all comments and ideas you might have and hope that we will find more opportunities for collaboration in the future.

Kind regards,

Christine

Dr. Christine Redecker

European Commission – DG JRC

Institute for Prospective Technological Studies (IPTS)

Edificio Expo; c/ Inca Garcilaso, s/n; E-41092 Sevilla, SPAIN

Phone: +34 954 488 492

Fax: +34 954 488 208

christine.redecker@ec.europa.eu

http://is.jrc.es/ 

Podcast Day 2008

ottobre 15, 2008

Comunico e pubblicizzo volentieri un’iniziativa di cui non ero al corrente e che un visitatore mi ha cortesemente segnalato: il Podcast Day 2008. La giornata dedicata al podcast è prevista per il 26 ottobre prossimo!

il PODCAST DAY Italiano è una giornata sviluppata sul web, con l’obiettivo di promuovere e diffondere la conoscenza dei Podcast Indipendenti Italiani, quest’anno racchiusi per la prima volta sotto un unico portale, www.gunp.it.

L’iniziativa è rivolta ai podcaster, agli artisti e agli amanti del podcast. Il motto è LIBERA LA VOGLIA DI COMUNICARE! Sarà un evento che non si terrà in nessun luogo fisico, ma ovunque allo stesso tempo. Nella rete! Per conoscere le modalità di partecipazione al Podcast Day 2008 vi rimando al blog podcastdayitalia.wordpress.com

dd

Olé… Miracolo… Il software SurveyPro ha ripreso a funzionare e quindi rinnovo l’invito a tutti radioascoltatori di compilare il questionario disponibile da menu a lato!

Ricordo che i questionari che somministro da questo blog sono tutti finalizzati alla mia ricerca sul fenomeno della web radio e alla preparazione del mio progetto di tesi della laurea specialistica in Comunicazione multimediale.

🙂

dd

Ieri sera si è interrotto il servizio del software SurveyPro. SurveyPro gestisce i questionari che – in questi giorni – sto somministrando ai radioascoltatori (vedi il menu al lato).  Spero sia una sospensione momentanea..

Chiedo scusa alle decine di amici che ho contattato (proprio ieri!) per mail dove li invitavo a compilare il questionario. Vi ricontatterò appena sarà reso nuovamente disponibile il servizio di SurveyPro!

Grazie per la pazienza!🙂

Ieri riflettevo sul legame tra web radio e mobile web. E cioè che in fase di design, ogni web radio che si rispetti non può prescindere da uno standard ottimizzato anche per il mobile web (Mobile Web Best Practices).

Il caso ha voluto che un altro radioappassionato, Roberto, mi parlasse proprio ieri della sua esperienza con la mobile radio web! In un commento su questo blog mi ha segnalato un suo articolo dove racconta la sua esperienza con la web radio attraverso un dispositivo palmare (Treo 650) al quale ha dovuto aggiungere un componente software (Pocket Tunes) per poter ricevere le emittenti online. Si legge nell’articolo: “Pocket Tunes ha rappresentato per me la concretizzazione di quanto – dall’avvento delle radio in streaming nella Rete – avevo ipotizzato, e cioé l’arrivo di dispositivi piccoli ed economici, simili alle radioline tascabili AM-FM, che potessero con facilità “sintonizzarsi” sulle già numerose emittenti online”.

Saluto Roberto e lo ringrazio per questo contributo! Presumo che questa tecnologia si svilupperà, non fosse altro perché la radio si è sviluppata soprattutto sotto forma di dispositivo portatile…

A confermare questa tendenza, un’altro interessantissimo articolo sul blog Radiopassioni. Andrea, l’autore del blog, sostiene quanto segue: “Sono sempre più convinto che l’unica vera piattaforma per lo sviluppo di un mercato dei terminali per la radio digitale sia il telefonino. Niente impedisce di pensare a una futura evoluzione di accessori come Radio Remote in direzione di una ricezione a larghissima banda, con conversione diretta di modulazioni analogici e digitali su spettri di frequenza molto diversificati (ricordate l’approccio di Mirics con il suo RF tuner “universale” multistandard?). Dal punto di vista della capacità elaborativa, ormai gli smartphone si stanno avvicinando a grandi passi alla piattaforma pc e l’unico vero ostacolo a quel punto sarebbe solo la capacità delle batterie”. L’articolo contiene anche alcune utili news sul iPhone 3G della Apple che sarebbe compatibile con la ricezione dell’FM attraverso un accessorio oggi disponibile per iPod, il Radio Remote.

Osservazioni utilissime per la mia ricerca…!🙂

dd

Ho letto con piacere i commenti all’articolo di Radiopassioni dove è stato citato il mio blog. Grazie ancora ad Andrea di Radiopassioni e Hamlet di Techno! Auguri ad Hamlet per il primo anno del blog! Grazie soprattutto per l’invito rivolto ai “radioappassionati” di contribuire alla mia ricerca compilando i questionari disponibili nel menu a lato. Accorrete numerosi!!

Well… la domanda di ricerca proposta da Hamlet la trovo molto interessante: si può costruire un modello di business sul podcast? Dopo aver letto il commento di Andrea ho provato ad indagare sul “podcast advertisement” e son finito su Blast Podcast, un fornitore di tecnologia e servizi che riunisce autori di podcast audio e video, include compagnie indipendenti di produzione e distribuzione, agenzie pubblicitarie, committenti mediali e rivenditori online. Il software – grazie al podcasting – è in grado di mettere in relazione diretta il prodotto pubblicizzato con target reali/pertinenti. Questo massimizza gli effetti dell’esposizione pubblicitaria. Inoltre l’inserzionista ha a disposizione una statistica in tempo reale dei risultati della campagna pubblicitaria. Mentre le tecnologie del broadcasting tradizionale – come la tv e la radio via etere – dipendevano dalla capacità di imporre i programmi radiotelevisivi al pubblico, il podcasting è una tecnologia che scaturisce dal processo inverso, l’utente ha già scelto cosa vedere/ascoltare. In questo caso, il pubblico che riceve il messaggio pubblicitario è – potenzialmente – un pubblico interessato, ricettivo e non un pubblico passivo o distratto.

Seppure non abbia tutte le conoscenze per giudicare la veridicità di tali affermazioni, trovo che il discorso sul podcast advertisement sia molto interessante!

dd

Questa domanda me la pongo spesso… Io sono anche “musicista”, o meglio “cantante”, o meglio ancora… pur non avendo mai studiato musica, e tanto meno canto, mi esibisco con una simpatica band nelle piazze, nei locali, in TV e in vari centri sociali della penisola. Diciamo che sono un frontman. Ho l’onore e l’onore di catalizzare l’attenzione del pubblico per circa due ore di spettacolo. Non vorrei peccare di modestia, ma il progetto musicale con la mia band va a gonfie vele! Mi è capitato di chiedermi da cosa derivasse la simpatia e l’affetto che il pubblico prova per la nostra band. Sono le competenze tecniche/musicali o i contenuti e le forme della performance?

Non intendo approfondire il mio discorso sul lavoro dell’artista. Intendo riflettere su quali debbano essere le qualità che un comunicatore, una radio, una trasmissione, un podcast… un media deve avere per riuscire a persuadere il proprio ascoltatore.

Rispondo a questo quesito dicendo che le competenze sono molto utili ma la creatività è vitale.

Oggi, con una conoscenza minima delle tecniche e della tecnologia si può accedere a un numero infinito di risorse. Mentre cinquanta anni fa, per fare la radio bisognava conoscere l’elettronica e il funzionamento delle onde elettromagnetiche, oggi basta saper accendere il computer e navigare su internet. La differenza, rispetto a cinquanta anni fa, sta nel fatto che per saper accendere il computer e navigare su internet non serve una qualifica tecnica e tanto meno una laurea! Ovviamente è tutto merito del user centered design: il passaggio dal linguaggio macchina (DOS, HTML…) alle interfacce-utente (desktop, blog publishing applications…).

Ebbene, tutta questa dissertazione perché ho letto un simpatico e stimolante articolo sul blog di iradiati.wordpress.com: Linguaggio radiofonico per pupazzi/12 – La radio di flusso. L’articolo ci spiega – con ironia – come sia tutto sommato semplice progettare e gestire una radio. Per una web radio le cose sono mille volte più semplici! Morale della favola: oggi la sfida si gioca sul piano dei contenuti!

dd